Cos'è la NASpI e a chi spetta
La NASpI (Nuova Assicurazione Sociale per l'Impiego) è l'indennità di disoccupazione erogata dall'INPS ai lavoratori dipendenti che perdono involontariamente il lavoro. Istituita dal Jobs Act (D.Lgs. 22/2015), è il principale ammortizzatore sociale italiano e fornisce un sostegno economico mensile mentre cerchi una nuova occupazione.
Hanno diritto alla NASpI i lavoratori dipendenti del settore privato e quelli della pubblica amministrazione con contratto a tempo determinato. Sono esclusi i lavoratori autonomi (per cui esiste l'ISCRO), i collaboratori coordinati (per cui esiste la DIS-COLL) e gli operai agricoli (per cui esiste una disoccupazione specifica).
La NASpI spetta in caso di: licenziamento (individuale o collettivo), scadenza del contratto a termine, risoluzione consensuale in sede di conciliazione, dimissioni per giusta causa (mobbing, mancato pagamento stipendi, trasferimento non concordato), e dimissioni durante il periodo tutelato di maternità/paternità.
⚠️ Dimissioni volontarie = NO NASpI
Le dimissioni volontarie ordinarie non danno diritto alla NASpI. Fanno eccezione solo le dimissioni per giusta causa documentata e quelle nel periodo di maternità/paternità. Dal 2025, l'assenza ingiustificata protratta è equiparata a dimissioni volontarie e non dà diritto alla NASpI.
I 3 requisiti per ottenere la NASpI
Per accedere alla NASpI 2026 devi soddisfare simultaneamente tre requisiti, verificati dall'INPS al momento della domanda:
1. Disoccupazione involontaria: devi aver perso il lavoro per cause indipendenti dalla tua volontà (licenziamento, scadenza contratto, risoluzione consensuale, dimissioni per giusta causa).
2. Requisito contributivo: devi aver maturato almeno 13 settimane di contribuzione contro la disoccupazione nei 4 anni precedenti la cessazione del rapporto. Dal 2023 non è più richiesto il vecchio requisito delle 30 giornate di lavoro effettivo negli ultimi 12 mesi.
3. Stato di disoccupazione: devi rilasciare la DID (Dichiarazione di Immediata Disponibilità al lavoro) presso il Centro per l'Impiego o tramite il portale ANPAL. La presentazione della domanda NASpI equivale automaticamente al rilascio della DID.
🆕 Novità 2025-2026: stretta sulle dimissioni
Per gli eventi di disoccupazione involontaria dal 1° gennaio 2025, se il lavoratore ha cessato volontariamente un rapporto a tempo indeterminato nei 12 mesi precedenti, la NASpI richiede un requisito aggiuntivo: almeno 13 settimane di contribuzione maturate tra la data di cessazione volontaria e la data di cessazione involontaria. Questo per contrastare il fenomeno di chi si dimette e poi si fa licenziare per ottenere la NASpI.
Importo 2026: come si calcola e quanto spetta
L'importo della NASpI si calcola sulla base della retribuzione media mensile imponibile degli ultimi 4 anni (Circolare INPS n. 4 del 28 gennaio 2026). Ecco le regole:
Se la retribuzione media è fino a 1.456,72€: l'indennità è pari al 75% della retribuzione media.
Se la retribuzione media è superiore a 1.456,72€: l'indennità è pari al 75% di 1.456,72€ + il 25% della differenza tra retribuzione media e 1.456,72€.
In ogni caso, l'importo massimo mensile non può superare 1.584,70€ lordi (aggiornamento ISTAT 2026).
💰 Esempio pratico
Retribuzione media: 1.800€/mese. Calcolo: 75% di 1.456,72 = 1.092,54€ + 25% di (1.800 - 1.456,72) = 85,82€. Totale: 1.178,36€ lordi/mese. Al netto dell'IRPEF (la NASpI è tassata come reddito da lavoro dipendente), l'importo scende a circa 1.000-1.050€.
Durata e meccanismo del decalage
La durata della NASpI è proporzionale alla storia contributiva: viene riconosciuta per un numero di settimane pari alla metà delle settimane contributive maturate nei 4 anni precedenti la cessazione. Il limite massimo è di 24 mesi (104 settimane).
Esempio: se hai lavorato ininterrottamente negli ultimi 4 anni (208 settimane), hai diritto a 104 settimane di NASpI (24 mesi). Se hai lavorato 2 anni (104 settimane), hai diritto a 52 settimane (12 mesi).
Dal 6° mese (181° giorno) scatta il decalage: l'importo si riduce del 3% ogni mese. Per i lavoratori che al momento della domanda avevano almeno 55 anni, la riduzione parte dall'8° mese (241° giorno). Il decalage continua fino alla scadenza o alla ripresa del lavoro.
Come fare domanda: procedura passo-passo
Raccogli i documenti
Lettera di licenziamento o documentazione di cessazione del rapporto, ultima busta paga, IBAN intestato o cointestato a te, documento d'identità e codice fiscale. Per le dimissioni per giusta causa, allega la documentazione probatoria.
Accedi al portale INPS
Vai su inps.it e cerca "NASpI — Nuova domanda". Accedi con SPID (Livello 2), CIE o CNS. Il percorso è: Prestazioni e servizi → NASpI → Nuova domanda. In alternativa puoi chiamare il numero verde 803 164 o rivolgerti a un patronato.
Compila e invia la domanda
Inserisci i dati del rapporto di lavoro cessato, la causa di cessazione, eventuali altri rapporti attivi (part-time, P.IVA), l'IBAN per l'accredito. La domanda NASpI equivale automaticamente alla DID. Invia e conserva la ricevuta.
Attivati con il Centro per l'Impiego
Entro 15 giorni dalla domanda devi recarti al Centro per l'Impiego per stipulare il Patto di servizio personalizzato. Devi anche iscriverti al SIISL (Sistema Informativo per l'Inclusione Sociale e Lavorativa) e sottoscrivere il PAD (Patto di Attivazione Digitale). La mancata adesione comporta sanzioni fino alla decadenza.
Attendi il primo pagamento
Il primo accredito arriva generalmente entro 30-45 giorni dalla presentazione della domanda. I pagamenti successivi sono mensili. L'INPS agisce come sostituto d'imposta e rilascia annualmente la CU.
Scadenze: entro quando presentare la domanda
La domanda NASpI va presentata entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro. Oltre questo termine la prestazione decade (salvo cause di forza maggiore documentate).
I tempi di decorrenza cambiano in base a quando presenti: se invii la domanda entro 8 giorni dalla cessazione, la NASpI decorre dall'8° giorno successivo alla cessazione (nessuna perdita). Se invii dopo l'8° giorno, la NASpI decorre dal giorno successivo alla presentazione della domanda — perdi i giorni intermedi.
📅 Consiglio pratico
Presenta la domanda il prima possibile, idealmente entro i primi 8 giorni dalla cessazione. Ogni giorno di ritardo dopo l'ottavo è un giorno di indennità perso. In caso di malattia, maternità o infortunio in corso al momento della cessazione, i termini decorrono dalla fine dell'evento.
Novità 2026: anticipata in due rate e stretta dimissioni
La Legge di Bilancio 2026 ha introdotto due novità significative:
NASpI anticipata in due rate
Chi vuole avviare un'attività autonoma può richiedere la liquidazione anticipata di tutta la NASpI residua. Dal 2026 il pagamento non è più in un'unica soluzione ma in due rate: il 70% subito dopo l'accoglimento, il 30% restante al termine della durata teorica della NASpI, a condizione che l'attività sia ancora in essere. Se chiudi l'attività entro 6 mesi, l'INPS può richiedere la restituzione.
Stretta sulle dimissioni seguite da licenziamento
Per contrastare i "furbetti", dal 2025 chi si dimette volontariamente da un rapporto a tempo indeterminato e poi viene licenziato da un nuovo datore di lavoro entro 12 mesi deve dimostrare 13 settimane di contribuzione aggiuntive maturate nel nuovo rapporto per avere diritto alla NASpI.
Lavorare durante la NASpI: cosa si può fare
È possibile lavorare mentre percepisci la NASpI, ma con limiti precisi:
Lavoro dipendente: se il reddito annuo non supera 8.500€, la NASpI non decade ma viene ridotta dell'80% del reddito previsto. Devi comunicarlo all'INPS tramite il modello NASpI-COM entro 30 giorni. Se il contratto dura oltre 6 mesi, la NASpI viene sospesa (e riprende alla fine del contratto se ci sono ancora mensilità residue).
Lavoro autonomo / Partita IVA: se il reddito annuo non supera 5.500€, la NASpI non decade ma viene ridotta. Anche qui è obbligatorio il modello NASpI-COM entro 30 giorni (anche se il reddito presunto è zero). Se stai pensando di aprire Partita IVA, valuta anche la NASpI anticipata.
Prestazione occasionale: se il reddito annuo non supera 5.000€, la NASpI è compatibile. Comunica sempre all'INPS.
Obblighi del percettore: DID, SIISL e rischi
Chi percepisce la NASpI ha obblighi specifici. La mancata osservanza comporta sanzioni progressive fino alla decadenza:
- DID: la Dichiarazione di Immediata Disponibilità è automatica con la domanda NASpI, ma devi mantenerla attiva
- SIISL: devi iscriverti al Sistema Informativo per l'Inclusione Sociale e Lavorativa e sottoscrivere il PAD (Patto di Attivazione Digitale) entro 15 giorni
- Centro per l'Impiego: devi stipulare il Patto di servizio personalizzato e partecipare alle attività formative/di orientamento proposte
- Offerte di lavoro congrue: rifiutare un'offerta congrua comporta sanzioni (riduzione di ¼ di mensilità al primo rifiuto, 1 mensilità intera al secondo, decadenza al terzo)
- NASpI-COM: comunicare ogni variazione (nuovo lavoro, Partita IVA, reddito presunto) entro 30 giorni
Domande frequenti
Quanto prendo di NASpI al massimo?
1.584,70€ lordi al mese nel 2026. Al netto dell'IRPEF circa 1.300-1.400€. L'importo effettivo dipende dalla tua retribuzione media degli ultimi 4 anni.
Quanto dura la NASpI?
Un numero di settimane pari alla metà delle settimane contributive nei 4 anni precedenti. Massimo 24 mesi. Se hai lavorato 4 anni pieni, hai diritto alla durata massima.
Entro quando devo fare domanda?
Entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto. Idealmente entro 8 giorni per non perdere nemmeno un giorno di indennità.
Le dimissioni volontarie danno diritto alla NASpI?
No, tranne le dimissioni per giusta causa documentata (mobbing, mancato pagamento stipendi, trasferimento unilaterale) e le dimissioni nel periodo di maternità/paternità.
Posso richiedere la NASpI tutta in una volta per aprire un'attività?
Sì, tramite la NASpI anticipata. Dal 2026 viene erogata in due rate: 70% subito, 30% a fine periodo teorico se l'attività è ancora attiva. La domanda va fatta entro 30 giorni dall'inizio dell'attività. Se stai valutando, leggi la guida alla Partita IVA.
La NASpI è compatibile con l'Assegno Unico?
Sì, sono prestazioni completamente indipendenti. Puoi percepire NASpI e Assegno Unico contemporaneamente. Anzi, se hai perso il lavoro ti conviene fare subito l'ISEE Corrente per accedere a importi più alti dell'Assegno Unico e al bonus bollette.
La NASpI va dichiarata nel 730?
Sì. La NASpI è reddito assimilato al lavoro dipendente ed è soggetta a IRPEF. L'INPS rilascia la CU che devi includere nel 730. Se nel 2025 hai avuto sia stipendio che NASpI, il 730 è necessario per il conguaglio.