Mercoledì 11 Marzo 2026
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Bonus Ristrutturazione 2026: Guida Completa alla Detrazione

Detrazione 50% per l'abitazione principale (36% seconda casa), tetto 96.000€, lavori ammessi, bonifico parlante obbligatorio, Bonus Mobili collegato e scadenze.

Aggiornato: 10 Marzo 2026 · Tempo di lettura: 10 minuti

Aliquote 2026: 50% e 36%

La Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025) conferma il Bonus Ristrutturazione con le stesse aliquote del 2025, rinviando al 2027 il previsto taglio:

💰 Detrazione 2026

Abitazione principale: detrazione del 50% delle spese sostenute, fino a un massimo di 96.000€ per unità immobiliare = detrazione massima 48.000€. Seconde case e altri immobili: detrazione del 36%, stesso tetto di 96.000€ = detrazione massima 34.560€. La detrazione si recupera in 10 quote annuali di pari importo nella dichiarazione dei redditi.

Per "abitazione principale" si intende l'immobile in cui si ha la residenza e il domicilio abituale. Non è necessariamente la "prima casa" acquistata: è quella dove si vive effettivamente. Il beneficiario deve essere proprietario o titolare di un diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione).

Questo rende il 2026 l'ultimo anno al 50%: dal 2027 si scende al 36% (prima casa) e 30% (altre). Chi sta valutando lavori, ha tutto l'interesse ad avviarli entro quest'anno.

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Chi può accedere alla detrazione

Possono usufruire del Bonus Ristrutturazione tutti i contribuenti assoggettati a IRPEF (residenti e non residenti) che possiedono o detengono l'immobile su cui vengono eseguiti i lavori:

Chi ha la Partita IVA in regime forfettario non può usufruire della detrazione IRPEF (non ha capienza fiscale sufficiente). I contribuenti con redditi superiori a 75.000€ hanno un tetto massimo annuo di detrazione ridotto (14.000€ per redditi 75-100K, 8.000€ oltre 100K, con coefficienti basati sui figli a carico).

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Lavori ammessi e non ammessi

I lavori detraibili con il Bonus Ristrutturazione includono:

Su singole unità abitative (manutenzione straordinaria, restauro, ristrutturazione): rifacimento bagni e cucine con modifica degli impianti, sostituzione infissi e serramenti, rifacimento tetto e facciata, modifica della distribuzione interna (spostamento pareti, apertura porte), realizzazione o rifacimento di impianti (elettrico, idraulico, riscaldamento), costruzione di scale interne, soppalchi, verande, recupero sottotetti, installazione di pannelli fotovoltaici, recinzioni, cancelli e muri di cinta, adeguamento antisismico, eliminazione barriere architettoniche.

Su parti comuni condominiali (anche manutenzione ordinaria): tinteggiatura, pulizia e sistemazione delle facciate, riparazione grondaie, rifacimento del tetto condominiale, sistemazione di pavimentazione esterna, sostituzione portone d'ingresso.

Non sono detraibili: la manutenzione ordinaria su singole unità (es. tinteggiatura interna, sostituzione pavimenti senza modifica impianti), gli interventi su immobili in fase di costruzione, e la demolizione e ricostruzione con cambio di volumetria.

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Come pagare: il bonifico parlante

Per ottenere la detrazione è obbligatorio pagare tramite bonifico parlante (bonifico bancario o postale "dedicato"). Il bonifico deve contenere:

Non usare bonifici ordinari, assegni, contanti o carte di credito per i pagamenti alle imprese: perderesti il diritto alla detrazione. Puoi invece pagare con carte di credito/debito le spese accessorie (bolli, autorizzazioni, diritti) e gli oneri di urbanizzazione.

⚠️ Il bonifico parlante è fondamentale

L'errore più comune è fare un bonifico ordinario invece che parlante. La banca applica automaticamente una ritenuta d'acconto dell'8% al beneficiario sul bonifico parlante — se non la vedi, il bonifico non è quello giusto. Leggi la nostra guida dedicata per non sbagliare.

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Procedura passo passo

1

Verifica se i lavori rientrano nel bonus

Controlla che gli interventi siano manutenzione straordinaria, restauro o ristrutturazione (su singola unità) oppure anche manutenzione ordinaria (su parti comuni condominiali). In caso di dubbio consulta un tecnico.

2

Presenta le pratiche edilizie se necessario

A seconda dei lavori serve: CILA (Comunicazione Inizio Lavori Asseverata), SCIA, o permesso di costruire. Per lavori in edilizia libera basta un'autocertificazione. Il tuo tecnico o l'impresa sapranno indicarti il titolo abilitativo corretto.

3

Paga con bonifico parlante

Ogni pagamento all'impresa deve essere fatto con bonifico parlante dalla tua banca o dal tuo conto online. Compila correttamente causale, CF del beneficiario e P.IVA dell'impresa.

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4

Invia comunicazione all'ENEA (se necessario)

Per lavori che comportano risparmio energetico (infissi, caldaia, pannelli, isolamento) va inviata la comunicazione all'ENEA entro 90 giorni dalla fine dei lavori, tramite il portale online detrazionifiscali.enea.it.

5

Conserva tutta la documentazione

Conserva per 15 anni: fatture e ricevute dei bonifici parlanti, pratiche edilizie (CILA/SCIA), ricevuta ENEA, abilitazioni professionali dell'impresa, ricevuta di pagamento dell'IMU (se dovuta). Serve tutto in caso di controllo dell'Agenzia delle Entrate.

6

Inserisci la detrazione nel 730/Redditi PF

Nella dichiarazione dei redditi inserisci le spese nel quadro dedicato alle ristrutturazioni. Se usi il 730 precompilato, molti dati sono già pre-caricati. La detrazione si recupera in 10 rate annuali.

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Bonus Mobili collegato

Se fai lavori di ristrutturazione, puoi accedere anche al Bonus Mobili 2026: detrazione del 50% sull'acquisto di mobili nuovi e grandi elettrodomestici ad alta efficienza, fino a un massimo di 5.000€ di spesa (= detrazione massima 2.500€ in 10 rate).

Il Bonus Mobili è legato al Bonus Ristrutturazione: la ristrutturazione deve essere iniziata prima dell'acquisto dei mobili. Vale sia per prima che per seconda casa (stessa aliquota 50% in entrambi i casi). Include: letti, armadi, divani, tavoli, sedie, cucine, materassi, librerie, illuminazione. Elettrodomestici: forni (classe A+), lavatrici e lavastoviglie (classe E+), frigoriferi (classe F+).

Ecobonus e Sismabonus 2026

Oltre al Bonus Ristrutturazione, nel 2026 sono confermati con le stesse aliquote (50% prima casa / 36% altre):

Ecobonus: per interventi di efficientamento energetico (isolamento termico, sostituzione infissi, caldaie a condensazione, pompe di calore, pannelli solari termici). Tetto 96.000€. Richiede comunicazione ENEA. Dal 2026 non sono più incentivabili le caldaie a gas autonome.

Sismabonus: per interventi di adeguamento antisismico in zone sismiche 1, 2 e 3. Tetto 96.000€ (136.000€ per parti comuni condominiali). Richiede classificazione e progetto sismico specifici.

Il Superbonus e il Bonus Barriere Architettoniche al 75% non sono più attivi nel 2026.

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Scadenze e cosa cambia dal 2027

Il Bonus Ristrutturazione al 50% (prima casa) è valido per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2026. Conta la data del pagamento (bonifico), non la data di inizio o fine lavori.

Dal 2027: la detrazione scende al 36% per la prima casa e al 30% per le altre. Dal 2028: aliquota unica al 30% per tutti gli immobili (salvo proroghe future). Chi pianifica lavori importanti ha tutto l'interesse a sostenere le spese entro il 2026.

Lo sconto in fattura e la cessione del credito non sono più disponibili (eliminati dal DL 11/2023 per le nuove spese). La detrazione si recupera esclusivamente nella dichiarazione dei redditi.

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Domande frequenti

Quanto posso detrarre al massimo?

Per l'abitazione principale: 48.000€ (50% di 96.000€), recuperati in 10 rate da 4.800€/anno. Per le seconde case: 34.560€ (36% di 96.000€). Il tetto è per unità immobiliare, non per persona.

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Posso pagare con carta di credito?

No per i pagamenti alle imprese — serve obbligatoriamente il bonifico parlante. Le carte sono ammesse solo per oneri accessori (diritti, bolli, tasse). Errore molto comune: usare un bonifico ordinario invece del parlante. Controlla che la banca applichi la ritenuta d'acconto.

Se sono in affitto posso usare il bonus?

Sì, anche i locatari e i comodatari possono detrarre, purché abbiano il consenso del proprietario e sostengano effettivamente le spese. La detrazione è al 36% (l'immobile non è la tua "proprietà" anche se ci abiti).

Posso usare il bonus se ho il regime forfettario?

In pratica no: i forfettari pagano un'imposta sostitutiva e non hanno capienza IRPEF sufficiente per assorbire la detrazione. L'unica eccezione è se hai anche redditi soggetti a IRPEF (es. redditi fondiari, lavoro dipendente). Leggi la guida sulla Partita IVA forfettaria.

Devo comunicare qualcosa all'ASL?

Per i lavori che richiedono notifica preliminare (cantieri con durata >200 uomini-giorno o con rischi particolari), sì. Nella maggior parte dei lavori domestici standard non è necessaria. Il tuo tecnico ti confermerà se serve.

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