Mercoledì 11 Marzo 2026
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Successione Ereditaria: Come Fare, Documenti e Quanto Costa

Dichiarazione di successione online o al CAF, documenti necessari, imposte e franchigie, tempi, quando serve il notaio e procedura completa per non sbagliare nulla.

Aggiornato: 10 Marzo 2026 · Tempo di lettura: 16 minuti

Cos'è la successione ereditaria

La successione ereditaria è il processo legale attraverso cui il patrimonio di una persona deceduta (il "de cuius") viene trasferito ai suoi eredi. Questo patrimonio comprende immobili, conti correnti, titoli, veicoli, ma anche debiti e obblighi — l'eredità non è fatta solo di attività positive.

In Italia, quando una persona muore, gli eredi devono presentare una dichiarazione di successione all'Agenzia delle Entrate. È un adempimento fiscale obbligatorio che serve per calcolare le imposte dovute sul trasferimento del patrimonio e per aggiornare le intestazioni catastali degli immobili.

La dichiarazione di successione non va confusa con l'accettazione dell'eredità, che è un atto giuridico separato (può essere esplicita, con atto notarile, o tacita, con comportamenti che dimostrano la volontà di accettare). Né va confusa con la divisione ereditaria, che è la spartizione concreta dei beni tra gli eredi.

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Quando è obbligatoria la dichiarazione

La dichiarazione di successione è obbligatoria nella maggior parte dei casi. Sono tenuti a presentarla: gli eredi legittimi o testamentari, i legatari (chi riceve un bene specifico per testamento), i rappresentanti legali degli eredi (ad esempio genitori di minori), e gli amministratori dell'eredità.

La dichiarazione non è obbligatoria solo quando sussistono contemporaneamente tutte queste condizioni: l'eredità è devoluta al coniuge e/o ai parenti in linea retta (figli, genitori), il valore dell'attivo ereditario non supera i 100.000 euro, e nell'eredità non ci sono immobili o diritti reali immobiliari. Se manca anche solo una di queste condizioni, la dichiarazione va presentata.

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Successione legittima e testamentaria

Se il defunto ha lasciato un testamento valido, si parla di successione testamentaria: i beni vengono distribuiti secondo le volontà espresse nel testamento, nel rispetto delle quote riservate per legge agli eredi legittimari (coniuge, figli, ascendenti).

Se non c'è testamento (o il testamento non copre tutto il patrimonio), si applica la successione legittima: la legge stabilisce chi eredita e in che proporzione. L'ordine è: coniuge/unito civilmente e figli; in assenza di figli, coniuge e ascendenti (genitori); in assenza di coniuge e figli, fratelli e sorelle; poi parenti fino al sesto grado; infine, in assenza di tutti, lo Stato.

In entrambi i casi, la legge italiana tutela i legittimari con una "quota di riserva" che non può essere violata nemmeno dal testamento. Il coniuge ha sempre diritto almeno a un quarto del patrimonio (o metà se non ci sono figli), i figli hanno diritto a una quota variabile in base al loro numero.

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Documenti necessari

Per presentare la dichiarazione di successione servono:

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Imposte di successione: aliquote e franchigie

Le imposte sulla successione in Italia variano in base al grado di parentela con il defunto. Il sistema prevede aliquote progressive con franchigie (soglie sotto le quali non si paga).

Aliquote e franchigie per grado di parentela

Coniuge e figli (parenti in linea retta): aliquota del 4% con franchigia di 1.000.000€ per ciascun erede. Se erediti meno di un milione di euro, non paghi imposta di successione. Oltre il milione, paghi il 4% sull'eccedenza.

Fratelli e sorelle: aliquota del 6% con franchigia di 100.000€ per ciascun erede.

Altri parenti fino al 4° grado, affini in linea retta, affini in linea collaterale fino al 3° grado: aliquota del 6% senza franchigia.

Tutti gli altri soggetti (conviventi non uniti civilmente, amici, estranei): aliquota dell'8% senza franchigia.

Eredi con disabilità grave (L. 104, art. 3 comma 3): franchigia di 1.500.000€ indipendentemente dal grado di parentela.

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Imposte ipotecaria e catastale sugli immobili

Se nell'eredità ci sono immobili, si pagano anche: l'imposta ipotecaria del 2% sul valore catastale e l'imposta catastale dell'1% sul valore catastale. Se uno degli eredi può usufruire dell'agevolazione "prima casa" (non possedere altri immobili acquistati con l'agevolazione), le imposte sono ridotte a misura fissa di 200€ ciascuna.

Altre imposte e costi

Tassa ipotecaria (35€ per ogni conservatoria coinvolta), imposta di bollo (32€ per ogni 4 pagine o 100 righe), tributi speciali e diritti. In totale, i costi fissi per la dichiarazione sono nell'ordine di 300-600€, più le eventuali imposte proporzionali.

Come fare la dichiarazione: procedura passo-passo

Dal 2017 la dichiarazione di successione si presenta esclusivamente per via telematica all'Agenzia delle Entrate, utilizzando il software "Successioni OnLine".

1

Raccogli tutta la documentazione

Prima di iniziare, procurati tutti i documenti elencati sopra. Per i conti correnti, chiedi alla banca un estratto al giorno del decesso. Per gli immobili, richiedi le visure catastali aggiornate.

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Scarica il software o accedi al servizio online

Puoi usare il software "SuccessioniOnLine" dell'Agenzia delle Entrate (scaricabile dal sito) oppure accedere al servizio tramite l'area riservata con SPID/CIE. Il software ti guida nella compilazione dei vari quadri della dichiarazione.

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Compila la dichiarazione

Inserisci i dati del defunto, degli eredi, degli immobili (dati catastali), del patrimonio mobiliare (conti, titoli, veicoli), dei debiti e delle spese funerarie. Il software calcola automaticamente le imposte dovute.

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Paga le imposte

Le imposte ipotecaria e catastale vanno pagate prima dell'invio (tramite modello F24 o addebito diretto). L'imposta di successione vera e propria viene invece liquidata dall'Agenzia delle Entrate dopo la presentazione e notificata con un avviso di pagamento.

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Invia la dichiarazione

Trasmetti telematicamente la dichiarazione tramite il software o l'area riservata. L'Agenzia rilascia una ricevuta di presentazione. La dichiarazione provvede anche automaticamente alla voltura catastale degli immobili (l'aggiornamento dell'intestazione al Catasto).

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Tempi e scadenze

La dichiarazione di successione va presentata entro 12 mesi dalla data del decesso. Presentarla in ritardo comporta sanzioni (dal 60% al 120% dell'imposta dovuta, ridotte al 30% con ravvedimento operoso entro 2 anni).

I tempi di lavorazione dell'Agenzia delle Entrate per la liquidazione dell'imposta di successione possono variare: generalmente ricevi l'avviso di liquidazione entro 2-3 anni dalla presentazione (ma l'Agenzia ha tempo fino a 5 anni per effettuare controlli).

Per sbloccare i conti correnti del defunto, la banca richiede generalmente la copia della dichiarazione di successione presentata (o almeno la ricevuta di presentazione). Alcune banche accettano anche una dichiarazione sostitutiva di atto notorio per importi piccoli.

CAF, notaio o fai da te: cosa conviene

Fai da te: possibile ma sconsigliato se non hai competenze specifiche. Il software dell'Agenzia è gratuito ma la compilazione richiede conoscenze catastali, fiscali e giuridiche. Un errore può costare caro (imposte non corrette, problemi catastali successivi).

CAF: la soluzione più economica per successioni semplici (pochi immobili, eredi diretti, no testamento complesso). Il costo del servizio varia da 300 a 800€ a seconda della complessità. Il CAF compila la dichiarazione, calcola le imposte e la trasmette telematicamente.

Notaio: necessario quando c'è un testamento da pubblicare, quando serve l'accettazione con beneficio di inventario (consigliata sempre se ci sono debiti), o quando la situazione patrimoniale è complessa (immobili in più province, quote societarie, patrimoni all'estero). Il costo parte da 1.500-2.000€ e può salire significativamente.

Commercialista: alternativa al CAF per situazioni di media complessità, con costi intermedi (600-1.500€).

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Errori comuni da evitare

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Accettare l'eredità senza verificare i debiti

L'eredità comprende anche i debiti. Se il defunto aveva debiti superiori ai beni, accettando l'eredità rispondi con il tuo patrimonio. Valuta sempre l'accettazione con beneficio di inventario, che limita la tua responsabilità al valore dei beni ereditati.

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Presentare la dichiarazione in ritardo

Hai 12 mesi dal decesso. Il ritardo comporta sanzioni dal 60% al 120% dell'imposta. Inizia a raccogliere i documenti subito: banche e catasto possono richiedere settimane per fornire i dati.

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Dimenticare beni del defunto

Verifica tutti i rapporti bancari (anche conti dimenticati, cassette di sicurezza), immobili in comuni diversi, veicoli, polizze vita (che però di solito non rientrano nell'asse ereditario) e partecipazioni societarie.

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Domande frequenti

Entro quanto tempo va fatta la dichiarazione di successione?

Entro 12 mesi dal decesso. Il ritardo comporta sanzioni pecuniarie.

Quanto costa la successione?

I costi fissi (imposte di bollo, tasse, tributi) sono circa 300-600€. Le imposte proporzionali (ipotecaria 2%, catastale 1%) dipendono dal valore degli immobili. Il servizio CAF costa 300-800€, il notaio da 1.500€ in su. Tra coniuge e figli, la franchigia di 1 milione rende l'imposta di successione pari a zero nella maggior parte dei casi.

Posso rinunciare all'eredità?

Sì. La rinuncia va fatta con dichiarazione al Tribunale o al notaio entro 10 anni dall'apertura della successione (3 mesi se sei nel possesso dei beni). È consigliata quando i debiti superano i beni. La rinuncia è gratuita al Tribunale (200€ di bollo).

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Come sblocco il conto corrente del defunto?

La banca richiede la copia della dichiarazione di successione presentata. Per importi piccoli, alcune banche accettano una dichiarazione sostitutiva di atto notorio. I tempi variano da banca a banca (da 1 settimana a 2 mesi).

La casa del defunto va nella dichiarazione di successione?

Sì, tutti gli immobili vanno dichiarati. Se un erede può usufruire dell'agevolazione prima casa, le imposte ipotecaria e catastale si riducono a 200€ fisse ciascuna (invece del 2% + 1%).

Le polizze vita rientrano nella successione?

No. I capitali percepiti dai beneficiari di polizze vita non rientrano nell'asse ereditario e non sono soggetti all'imposta di successione. Il beneficiario li riceve direttamente dall'assicurazione.

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